Psicopatologia
e disturbo dell'attaccamento. Studio
retrospettivo
Lucia
Margari L., Antonella Bello, Maura Buttiglione, Maria Carmela
Costanza, Rita Galluzzi, Giustina Giannella, Tommaso
Perniola.
Sezione
di Neuropsichiatria Infantile, Dipartimento di Scienze Neurologiche e
Psichiatriche,Università degli Studi di Bari.
Introduzione
John Bowlby e Mary
Ainsworth hanno contribuito a dimostrare come lo sviluppo armonioso
della personalità del bambino dipenda da un adeguato
attaccamento alla figura materna, e, influenzati dal contesto
culturale e scientifico degli anni 50-60, fortemente
impregnato dai progressi della biologia evoluzionistica,
delletologia e della cibernetica, hanno fissato le radici del
futuro sviluppo del "costrutto dellattaccamento"(1, 2, 3).
Bowlby teorizza che lattaccamento nasce come manifestazione
pulsionale, ma si sviluppa, in seguito, come fenomeno interazionale.
Alcuni comportamenti istintuali, (succhiare, stare attaccati,
piangere) riconducibili biologicamente alle necessità di
accudimento e di protezione del neonato, successivamente evolvono in
un legame di attaccamento verso una specifica figura materna
attraverso linteriorizzazione dei sentimenti e delle
modalità affettive di tale figura e lorganizzarsi di
"modelli operativi interni", che si fondano su processi mentali di
attenzione, percezione, memoria, selezione di affetti e di risposte
comportamentali, allinterno di relazioni significative (4,
5).
Secondo Bowlby, aver sperimentato figure di accudimento sensibili e
disponibili verso gli altri favorisce la maturazione di un
atteggiamento globalmente fiducioso nei riguardi delle relazioni
umane e di un sentimento di sé positivo; al contrario, aver
avuto figure di accudimento inadeguate genera scarsa fiducia in
sé e negli altri e aspettative negative riguardo alle
relazioni intime.
I principi della teoria dellattaccamento formulati da Bowlby
furono successivamente verificati da Mary Ainsworth, che
iniziò i suoi studi sullargomento influenzata dalla
Security Theory di William Blatz (6). Uno dei principi più
importanti della Security Theory affermava che i bambini nella prima
e seconda infanzia devono sviluppare una dipendenza sicura dai
genitori prima di affrontare situazioni non familiari in cui devono
agire da soli. La dipendenza sicura fornisce le basi per una fiducia
in se stessi tale da permettere una sicura autonomia dai genitori,
che successivamente dovrebbe essere sostituita da una dipendenza
sicura dai pari e infine da un partner eterosessuale. In particolare,
si deve alla Ainsworth lelaborazione di due scale di
valutazione: la prima mirava a stimare, mediante colloqui, la
sensibilità materna ai segnali del bambino (7, 8), la seconda,
"Strange Situation Procedure" (9), si proponeva di analizzare
lorganizzazione dellattaccamento nel bambino, valutando
lequilibrio tra comportamenti di attaccamento e comportamenti
di esplorazione in una situazione di stress. Attraverso
questultima scala, la Ainsworth ha individuato tre patterns
principali di attaccamento: "attaccamento ansioso-evitante",
"attaccamento sicuro" e "attaccamento ansioso-resistente". Più
recentemente Main e Solomon (10, 11) hanno descritto un nuovo pattern
denominato "disorganizzato-disorientato".
Attraverso i risultati ottenuti dalla Strange Situation si è
potuto, inoltre, riscontrare rilevanti correlazioni tra i
comportamenti del bambino e latteggiamento da parte della
figura di attaccamento verso di lui. Le madri dei bambini "sicuri",
rispondono sensibilmente ed in modo appropriato alle richieste del
figlio, fornendogli soltanto quando ne vengono richieste (col pianto
o altri segnali di richiamo), il conforto e la protezione necessari;
le madri dei bambini "evitanti", indisponibili alle richieste del
bambino, rifiutanti ed ostili nello stesso tempo, manifestano
avversione al contatto fisico, hanno mimica rigida e poco espressiva
e sembrano addirittura infastidite dalle richieste di conforto e
protezione che il bambino rivolge loro; le madri dei bambini
"resistenti", intrusive ed ipercontrollanti, limitano la tendenza del
bambino allesplorazione autonoma dellambiente ed appaiono
imprevedibili ed incoerenti nella disponibilità a rispondere
alle esigenze di attaccamento del bambino; le madri dei bambini
"disorganizzati-disorientati", spesso presentano una mancata
elaborazione del lutto o del "trauma", il ricordo di esperienze di
abuso sessuale (in genere incestuoso) o di altra violenza subita da
bambine o gravi forme di disturbo bipolare, per cui non interagiscono
con il figlio in termini di richieste e mostrano un comportamento
spaventato e dolente, non correlato a quanto accade in quel momento
nellambiente, che disorienta il bambino, poiché la madre
diviene allo stesso tempo rifugio e fonte di angoscia.
Risulta ancora in via di definizione una nuova e peculiare situazione
di relazione primaria definita "attaccamento forzoso", descritta da
Nunziante Cesaro (12). Con questa modalità relazionale si
intende una forma di attaccamento fortemente pilotata dalla madre che
usa inconsciamente il piccolo per i propri bisogni fusionali
dilazionando la separazione tra sé e il proprio figlio.Le
madri di questi bambini sono sostanzialmente simbiotiche, capaci di
una empatica relazione con il figlio per tutto ciò che
riguarda gli aspetti fusionali del rapporto, ma improvvisamente
abbandoniche quando questi bisogni vanno in direzione di una
sostanziale differenziazione da loro.
Negli ultimi anni, la teoria dellattaccamento si è
inoltre arricchita di riflessioni relative ad altri fattori in grado
di determinare le caratteristiche di tale legame; in particolare,
sono stati valorizzati il temperamento-carattere del bambino,
eventuali condizioni psicopatologiche della madre, il ruolo della
figura paterna, la relazione coniugale ed influenze ambientali in
senso lato. Incentrando lattenzione sul bambino, recenti
ricerche finalizzate allo studio dellintenzionalità,
quale fattore promuovente lo sviluppo cognitivo in generale e la
capacità di comprendere la mente dellaltro in
particolare, hanno dimostrato che i bambini iniziano in età
molto precoce a percepire se stessi e gli altri come individui e
svolgono dunque un ruolo molto più attivo di quanto si
riteneva in passato nellambito della relazione primaria.
NellICD-10 e nel DSM-IV, sono previsti criteri diagnostici per
lidentificazione dei cosiddetti "Disturbi
dellattaccamento dellinfanzia o della prima
fanciullezza", quadri psicopatologici con esordio nei primi cinque
anni di vita, caratterizzati da "modalità di relazione sociale
notevolmente disturbate ed inadeguate al livello di sviluppo". Un
tipo di disturbo è quello dellattaccamento inibito, che
si esprime con una inibizione comportamentale nella modalità
relazionale. Laltro tipo è quello dellattaccamento
disinibito, che è caratterizzato da una eccessiva ed
indiscriminata socievolezza, incapacità a sviluppare un
attaccamento selettivo e presenza di relazioni sociali poco modulate.
Recentemente Zeanah e coll.(13) hanno individuato cinque tipi di
disturbi dellattaccamento: disturbo da assenza di
attaccamento, disturbo dellattaccamento
indiscriminato, disturbo dellattaccamento inibito,
disturbo dellattaccamento aggressivo, disturbo
dellattaccamento con inversione dei ruoli.
Il programma di ricerca psicopatologica fondato sulla teoria
dellattaccamento cerca di identificare precise classi di
esperienze capaci di portare ad una deviazione
dellorganizzazione del comportamento di attaccamento e, poi, di
seguire le conseguenze che prendono origine da tale deviazione fino
ad arrivare alla individuazione di alcune sindromi
psicopatologiche.
CASISTICA
Sono stati studiati 19
pazienti (12 femmine e 7 maschi), di età compresa fra 7 e 18
anni (età media 10,7 anni) che presentavano quadri
psicopatologici vari e in anamnesi un pregresso disturbo
dellattaccamento. I quadri psicopatologici erano così
caratterizzati: 6 bambini (3 maschi e 3 femmine) erano affetti da
depressione; 4 bambine presentavano un disturbo nevrotico; 3 bambini
(2 maschi e 1femmina) presentavano un disturbo psicosomatico; 4 altri
soggetti (1 maschio e 3 femmine) evidenziavano un nucleo psicotico
della personalità; una bambina presentava una inibizione
affettiva; un altro soggetto era affetto da sindrome da
dipendenza.
I motivi della prima consultazione, spesso associati, erano: turbe
comportamentali &emdash; oppositività, irrequietezza o
inibizione, ritiro sociale- (segnalate in 9 casi); difficoltà
di apprendimento (in 4 casi); disturbi sfinterici &emdash;enuresi,
encopresi, ritenzione urinaria- (in 4 casi); disturbi del sonno (in 2
casi); sintomi da conversione isterica &emdash;amaurosi transitoria,
crisi isterica, manifestazioni simil lipotimiche- (in 3 casi);
cefalea (in un caso); stato confusionale da sostanze tossiche (in un
caso).
I fattori di rischio più frequentemente riscontrati sono
stati: una forte conflittualità nella coppia genitoriale (in 8
casi); una figura paterna periferica (in 10 casi); un importante
svantaggio socioculturale, con storia di maltrattamento o di violenza
(in 3 casi); la istituzionalizzazione (in 3 casi); la presenza di
figure di accudimento multiple (in 3 casi); la depressione materna
(in 3 casi); un contesto familiare caotico e invischiato (in 2 casi);
un rapporto simbiotico con la madre (in 2 casi).
In 10 di questi casi è stato possibile ricostruire
anamnesticamente il modello di attaccamento presente nei primi anni
di vita: in 5 soggetti si poteva ipotizzare un pregresso disturbo
dellattaccamento di tipo disorganizzato-disorientato; in 2 casi
un disturbo dellattaccamento con inversione dei ruoli; in un
caso un disturbo dellattaccamento di tipo indifferenziato; in
un caso un disturbo dellattaccamento di tipo evitante e in un
altro un disturbo dellattaccamento di tipo forzoso.
Nei 5 casi con probabile disturbo dellattaccamento di tipo
disorganizzato-disorientato, 4 pazienti presentavano un nucleo
psicotico della personalità. I 2 casi con probabile disturbo
dellattaccamento con inversione dei ruoli presentavano un
disturbo nevrotico tipo conversione isterica. Il caso con disturbo
dellattaccamento di tipo indifferenziato presentava
depressione. Il caso con disturbo dellattaccamento di tipo
evitante presentava disturbi psicosomatici. Il caso con disturbo
dellattaccamento di tipo forzoso presentava depressione.
I dati esposti vengono riassunti nella tabella 1.
DISCUSSIONE
In tutti i casi
studiati lindagine anamnestica ha messo in evidenza elementi
suggestivi per un probabile disturbo dellattaccamento nei primi
anni di vita; in 10 casi è stato possibile ricostruire il
modello di attaccamento, mentre in 9 casi i dati raccolti non erano
sufficientemente caratterizzanti per definire un preciso modello di
attaccamento.
I quadri psicopatologici riscontrati sono stati: depressione,
disturbi nevrotici, disturbi psicosomatici, disturbi psicotici,
sindrome da dipendenza.
Per le difficoltà di definire anamnesticamente il modello di
attaccamento non è stato possibile ipotizzare correlazioni tra
quadri psicopatologici e modello di attaccamento. Tuttavia
lanalisi dei nostri dati potrebbe suggerire una correlazione
tra disturbo dellattaccamento di tipo
disorganizzato-disorientato e nucleo psicotico della
personalità. I dati della letteratura, circa la correlazione
tra questo disturbo dellattaccamento e quadri psicopatologici,
non sono univoci in quanto riferiscono correlazioni sia con sindromi
psicotiche che con sindromi nevrotiche.
I fattori di rischio da noi riscontrati sono: effetti negativi della
istituzionalizzazione che rimanda alle più classiche
riflessioni bowlbiane; situazione di accudimento collettivo e di
multipli legami di attaccamento più o meno fallimentari, da
cui scaturisce una sostanziale mancanza di relazioni significative;
depressione materna; conflittualità presente nella coppia
parentale che si traduce in una inadeguata comunicazione affettiva
genitori-figli; figura paterna periferica, la figura paterna in
passato ritenuta affettivamente meno significativa di quella materna,
negli ultimi anni è stata valorizzata come possibile fonte di
cura e quindi di sicurezza per i propri figli. Uno dei motivi di
consultazione, talora il principale, era rappresentato da
difficoltà di apprendimento: la valutazione delle competenze
cognitive ha evidenziato una normodotazione intellettiva ed adeguate
abilità strumentali. Linsufficiente rendimento
scolastico sembrerebbe dunque correlato ad un disinvestimento
intellettivo verosimilmente connesso alla fragilità emotiva ed
alla scarsa autostima. Tali osservazioni appaiono in linea con
numerose segnalazioni relative alle possibili influenze dei
disturbi
dellattaccamento sullo sviluppo cognitivo; vari autori
concordano, infatti, nel ritenere che
disturbi dell’attaccamento
possono influenzare non solo la capacità di stabilire
relazioni intime, ma anche lo sviluppo del linguaggio e quello
cognitivo, il gioco e le strategie di esplorazione. I dati fin qui
analizzati consentono di ribadire lo stretto legame esistente tra le
prime esperienze relazionali del bambino ed il suo successivo
sviluppo psichico ed intellettivo e suggeriscono limportanza di
un corretto e tempestivo inquadramento diagnostico dei disturbi del
legame di attaccamento, al fine di limitare unulteriore
compromissione psicopatologica negli anni successivi.
Tabella
1
|
Caso
|
Età
|
Motivo
della consultazione
|
Fattori di
rischio
|
Quadro
psicopatologico attuale
|
Probabile
modello di attaccamento
|
|
1
F
|
7
aa
|
Difficoltà
di apprendimento.
Turbe
comportamentali (inibizione in situazioni di
stress).
|
Madre
naturale psicotica, morta suicida.
Conflitti
coniugali nella nuova coppia.
Nuova figura
materna immatura e punitiva.
Figura
paterna di scarso rilievo pedagogico.
|
Disturbo di
tipo nevrotico (inibizione affettiva).
|
Attaccamento
disorganizzato-disorientato.
|
|
2
M
|
7
aa
|
Difficoltà
di apprendimento.
Comportamento
inibito.
|
Conflittualità
nella coppia genitoriale.
Madre con
personalità rigida ed anaffettiva.
Padre
disimpegnato e periferico.
|
Depressione.
|
?
|
|
3
M
|
7
aa
|
Cefalea.
Lievi
difficoltà di apprendimento.
|
Come sopra
(gemello del caso 2)
|
Disturbo
psicosomatico.
|
?
|
|
4
F
|
7
aa
|
Amaurosi
transitoria.
|
Conflittualità
nella coppia genitoriale.
Madre
depressa.
Padre
periferico.
|
Disturbo
nevrotico (conversione isterica).
|
Disturbo con
inversione dei ruoli.
|
|
5
F
|
7 aa e
1/2
|
Dubbi episodi
critici.
Turbe
comportamentali (irrequietezza, verbosità eccessiva,
oppositività).
Disturbi del
sonno.
|
Istituzionalizzazione.
Padre
ex-etilista, disimpegnato.
Madre con
passato di istituzionalizzazione.
|
Depressione.
|
Attaccamento
indifferenziato.
|
|
6
F
|
8
aa
|
Gravi turbe
del comportamento.
Regressione
intellettiva.
|
Perdita
precoce della madre.
Accudimenti
multipli.
Madre
adottiva con passato di istituzionalizzazione ed
adozione
problematica.
Conflitti
coniugali nella nuova coppia parentale.
|
Psicosi
(disarmonia evolutiva).
|
Attaccamento
disorganizzato-disorientato.
|
|
7
F
|
8 aa e 11
m
|
Disturbi
comportamentali (chiusura relazionale).
|
Contesto
socio-economico fortemente svantaggiato.
Padre
etilista, aggressivo e violento.
Madre
fragile, immatura.
Conflittualità
nella coppia parentale.
|
Disturbo
depressivo in soggetto con personalità
immatura.
|
?
|
|
8
F
|
6
aa
|
Enuresi.
Disturbi del sonno.
Chiusura
relazionale.
|
Come sopra
(sorella del caso 7).
|
Inibizione
affettiva.
|
?
|
|
9
F
|
10
aa
|
Turbe
comportamentali (mutacismo, rallentamento motorio
amimia).
|
Svantaggio
socio-ambientale.
Padre
etilista, violento.
Madre
immatura, passiva.
Conflittualità
nella coppia genitoriale. Confusione dei ruoli.
Violenza
sessuale da parte del padre.
|
Nucleo
psicotico della personalità.
|
Attaccamento
disorganizzato-disorientato.
|
|
10
F
|
11
aa
|
Difficoltà
di apprendimento, con labilità attentiva.
Turbe
comportamentali (aggressività, oppositività,
chiusura relazionale).
Enuresi.
|
Madre
depressa e rifiutante.
Affido
prolungato alla nonna materna, anaffettiva ed
autoritaria.
Padre
iperesigente e punitivo.
|
Depressione.
|
?
|
|
11
M
|
11
aa
|
Enuresi ed
encopresi secondarie.
Dolore
toracico da sforzo.
|
Familiarità
per enuresi e depressione.
Padre con
personalità schizoide e tratti sadici.
Madre
narcisista con tratti evitanti. Maltrattamento da parte di
entrambi i genitori.
|
Disturbi
psicosomatici.
|
Attaccamento
evitante.
|
|
12
M
|
12
a
|
Cefalea.
Allontanamento
dal gruppo dei pari.
Ansia da
separazione.
|
Padre
periferico.
Rapporto
simbiotico con la madre.
|
Depressione.
|
Attaccamento
forzoso.
|
|
13
F
|
13
aa
|
Turbe
comportamentali (oppositività ed aggressività
verbale e fisica nellambiente familiare, mutismo ed
inibizione psicomotoria in ambiente extrafamiliare,
autolesionismo).
Ridotte
prestazioni intellettive di grado lieve.
|
Multiple
figure di accudimento, con valenze affettive contraddittorie
nelle figure femminili, ruolo periferico di quelle
maschili.
|
Nucleo
psicotico della personalità.
|
Attaccamento
disorganizzato-disorientato.
|
|
14
M
|
13
aa
|
Turbe
comportamentali (comportamento antisociale).
Encopresi
diurna.
|
Istituzionalizzazione.
Madre
anaffettiva evitante.
Padre
periferico.
|
Nucleo
psicotico della personalità.
|
Attaccamento
disorganizzato-disorientato.
|
|
15
F
|
13
aa
|
Turbe
comportamentali con inibizione affettiva.
|
Istituzionalizzazione.
Madre
simbiotica.
Padre
periferico.
|
Disturbo
nevrotico (inibizione delle condotte
mentalizzate).
|
?
|
|
16
M
|
13
aa
|
Sintomatologia
depressiva e manifestazioni simil-lipotimiche.
|
Separazione
dei genitori.
Depressione
materna.
Familiarità
per depressione nel ramo materno.
|
Depressione.
|
?
|
|
17
F
|
17
aa
|
Crisi di
conversione isterica.
|
Contesto
familiare caotico ed invischiato, con inversione dei
ruoli.
Madre fragile
ed immatura, dipendente dalla famiglia di
origine.
Padre
periferico.
|
Disturbo
nevrotico (conversione isterica).
|
Disturbo con
inversione dei ruoli.
|
|
18
M
|
16 aa e 8
m
|
Episodio
confusionale da sostanze tossiche.
|
Madre
ipercontrollante ed intrusiva. Padre periferico.
Trasmissione
intergenerazionale.
|
Sindrome da
dipendenza.
|
?
|
|
19
F
|
18
aa
|
Disturbo
della minzione con ritenzione urinaria.
|
Sistema
familiare caotico ed invischiato. M depressa.
Padre
immaturo, periferico.
|
Disturbo
psicosomatico.
|
?
|
|