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Una delegazione della CAI si e' recata nei giorni scorsi in Polonia. Le
delegazione ha avuto incontri con l'autorita' centrale polacca, i centri
di adozioni laici e cattolici e i rappresentanti degli enti autorizzati.
Entrambe le delegazioni hanno espresso soddisfazione per l'andamento
delle adozioni in Polonia e, in particolare, le autorita' polacche hanno
tenuto a sottolineare la buona preparazione delle coppie italiane e la
disponibilita' ad accogliere bambini grandicelli ( in media 8-9 anni) e
gruppi di fratelli. La CAI ha messo in evidenza che l'esito
dell'incontro rendera' piu' celere ed agevole l'iter adottivo delle
coppie italiane in Polonia.-
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Il governo del Nepal, dopo aver ratificato la convenzione dell'Aia, ha
modificato profondamente la propria legge sulle adozioni internazionali.
La nuova legge stabilisce che non piu' di dieci pratiche possano essere
presentate da ogni ente accreditato. Nuovi requisiti sono stati
richiesti per l'accreditamento e anche gli enti gia' operativi hanno
dovuto produrre una ulteriore documentazione. Contestualmente si e'
deciso di non proseguire nell'espletamento delle pratiche iniziate con
la vecchia procedura. In questo contesto diversi enti autorizzati hanno
denunciato il fatto che la CAI non abbia assegnato il Nepal a nessuno
degli enti che ne hanno fatto richiesta. Cio' induce a ritenere che vi
sia una volonta' di quel paese di contenere il numero degli enti
operativi.
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La prossima settimana alla presenza delle autorita' senegalesi e dei
dirigenti della Primogenita International Adoption sara' inaugurato
l'ospedale per la maternita' e la pediatria nel quartiere di
Boustane, Kaolack. Un progetto che la Primogenita ha seguito con
costanza e ostinazione e che costituisce una struttura moderna per la
maternita' e l'infanzia. Durante la loro permanenza in Senegal i
dirigenti della Primogenita saranno ricevuti dalle massime autorita' del
paese.
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Secondo il Dipartimento di Stato USA la corte di giustizia dell'Etiopia
ha sospeso temporaneamente le adozioni. Il provvedimento nasce dal fatto
che vi sarebbe una abnorme crescita dei bambini portati in istituti a
scopo di adozione. Da una indagine fatta in questi istituti la
Corte di Giustizia si propone di scoprire se vi sono fatti illeciti.
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Le coppie che adottano in Bolivia potranno ottenere il visto con una
procedura assai rapida rivolgendosi al Consolato onorario piu' vicino al
luogo in cui e' adottato il bambino. Cio' rendera' un risparmio di spesa
notevole in quanto fino ad oggi il visto era rilasciato solo a La Paz.
La nuova procedura, tuttavia, determinera' un prolungamento dei tempi in
quanto il console, concluso l'esame dei documenti, dovra' trasmetterli
all'Ambasciata che rilascera' il visto, e' evidente che cio' comportera'
un'attesa dovuta al fatto che i documenti saranno trasmessi tramite
posta.
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Il governo ugandese ha promulgato una legge estremamente restrittiva nei
confronti dell'adozione internazionale, di fatto, sia attraverso la
pratica della Kafala sia attraverso una procedura complessa, l'adozione
in Uganda e' un impresa disperata, lo affermano alcune associazioni
americane che dopo la firma della convenzione dell'Aia chiedono un
intervento del governo per modificare la legge e garantire ai bambini
abbandonati una famiglia. La protesta, pero' si scontra con una forte
ostilita' esistente nel paese verso gli stranieri sopratutto verso
coloro che aspirano all'adozione.
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