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GIUGNO 2009


Una delegazione della CAI si e' recata nei giorni scorsi in Polonia. Le delegazione ha avuto incontri con l'autorita' centrale polacca, i centri di adozioni laici e cattolici e i rappresentanti degli enti autorizzati. Entrambe le delegazioni hanno espresso soddisfazione per l'andamento delle adozioni in Polonia e, in particolare, le autorita' polacche hanno tenuto a sottolineare la buona preparazione delle coppie italiane e la disponibilita' ad accogliere bambini grandicelli ( in media 8-9 anni) e gruppi di fratelli. La CAI ha messo in evidenza che l'esito dell'incontro rendera' piu' celere ed agevole l'iter adottivo delle coppie italiane in Polonia.-


Il governo del Nepal, dopo aver ratificato la convenzione dell'Aia, ha modificato profondamente la propria legge sulle adozioni internazionali. La nuova legge stabilisce che non piu' di dieci pratiche possano essere presentate da ogni ente accreditato. Nuovi requisiti sono stati richiesti per l'accreditamento e anche gli enti gia' operativi hanno dovuto produrre una ulteriore documentazione. Contestualmente si e' deciso di non proseguire nell'espletamento delle pratiche iniziate con la vecchia procedura. In questo contesto diversi enti autorizzati hanno denunciato il fatto che la CAI non abbia assegnato il Nepal a nessuno degli enti che ne hanno fatto richiesta. Cio' induce a ritenere che vi sia una volonta' di quel paese di contenere il numero degli enti operativi.


La prossima settimana alla presenza delle autorita' senegalesi e dei dirigenti della Primogenita International Adoption sara' inaugurato l'ospedale  per la maternita' e la pediatria nel quartiere di Boustane, Kaolack. Un progetto che la Primogenita ha seguito con costanza e ostinazione e che costituisce una struttura moderna per la maternita' e l'infanzia. Durante la loro permanenza in Senegal i dirigenti della Primogenita saranno ricevuti dalle massime autorita' del paese.


Secondo il Dipartimento di Stato USA la corte di giustizia dell'Etiopia ha sospeso temporaneamente le adozioni. Il provvedimento nasce dal fatto che vi sarebbe una abnorme crescita dei bambini portati in istituti a scopo di adozione.  Da una indagine fatta in questi istituti la Corte di Giustizia si propone di scoprire se vi sono fatti illeciti.


Le coppie che adottano in Bolivia potranno ottenere il visto con una procedura assai rapida rivolgendosi al Consolato onorario piu' vicino al luogo in cui e' adottato il bambino. Cio' rendera' un risparmio di spesa notevole in quanto fino ad oggi il visto era rilasciato solo a La Paz. La nuova procedura, tuttavia, determinera' un prolungamento dei tempi in quanto il console, concluso l'esame dei documenti, dovra' trasmetterli all'Ambasciata che rilascera' il visto, e' evidente che cio' comportera' un'attesa dovuta al fatto che i documenti saranno trasmessi tramite posta.


Il governo ugandese ha promulgato una legge estremamente restrittiva nei confronti dell'adozione internazionale, di fatto, sia attraverso la pratica della Kafala sia attraverso una procedura complessa, l'adozione in Uganda e' un impresa disperata, lo affermano alcune associazioni americane che dopo la firma della convenzione dell'Aia chiedono un intervento del governo per modificare la legge e garantire ai bambini abbandonati una famiglia. La protesta, pero' si scontra con una forte ostilita' esistente  nel paese verso gli stranieri sopratutto verso coloro che aspirano all'adozione.


 
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