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MARZO 2008


Si e' concluso con il rientro nelle loro famiglie il traffico di minori africani che aveva coinvolto una agenzia di adozioni francese. Grazie all'intervento delle strutture dell'ONU e di alcune associazioni umanitarie 81 bambini e 22 bambine sono stati restituiti alle loro famiglie.


Il governo ucraino ha intrapreso un'azione incisiva per porre un rimedio al problema dei minori che sono stati abbandonati dalle loro famiglie o che vivono mendicando per le strade. Si tratta di un numero considerevole di bambini che solo in minima parte riescono a trovare posto nei centri di accoglienza. Per dare una risposta efficace al problema il governo ucraino ha deciso di realizzare una banca dati dei minori in stato di abbandono che diventera' operativa entro il prossimo mese di dicembre.


Il Dipartimento di Stato americano informa che l'ambasciata in Kazakhstan sconsiglia di progettare una adozione nel paese in quanto l'attuale normativa che regole le adozioni rende estremamente lungo e problematico l'esame di nuove richieste di adozione internazionale. Inoltre la stessa ambasciata informa che il governo sta preparando una revisione dell'attuale legge per cui e' probabile  che all'allungamento dei tempi si aggiunga una sospensione delle procedure di adozione.


Presso il ministero delle politiche per la famiglia si e' tenuto il 14 marzo scorso un incontro fra le autorita' italiane e quelle nepalesi. L'incontro e' stato estremamente cordiale, anche se non sono stati conseguiti risultati definitivi sulla moratoria per le adozioni in quanto sia in Italia che nel Nepal dovra' essere eletto il nuovo parlamento nel prossimo mese di aprile. Un minuzioso resoconto dell'incontro e' fornito dalla CAI con un aggiornamento sul proprio sito.


Il CEA Coordinamento che raggruppa numerosi enti autorizzati ha reso nota una propria proposta per rendere piu' efficaci i procedimenti di adozione. La proposta prevede il rafforzamento della CAI trasformandola in un Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri e la previsione di incontri periodici con gli enti autorizzati e le associazioni delle famiglie. Detraibilita' al 100% delle spese sostenute dalla coppia per la procedura adottiva con un limite massimo per i viaggi e soggiorno all'estero. Nuovi criteri organizzativi e professionali per gli enti autorizzati e nuovi strumenti di sostegno per favorire la riconversione agli enti gia' iscritti all'albo. Favorire la costruzione di reti e consorzi per una diffusione piu' capillare sul territorio nazionale. Infine il CEA propone nuovi interventi per la cooperazione e nuove forme di sostegno ai minori.


Il Congo ha deciso di sospendere il blocco delle adozioni proclamato dopo la scoperta del traffico di bambini nel Ciad nel quale era coinvolta un'agenzia francese. Cio' permettera' la ripresa delle vecchie pratiche di adozione e la presentazione di nuove richieste.


E' stata pressentata al parlamento europeo una petizione firmata da 40 mila famiglie per imporre alla Romania di concludere le adozioni nei casi in cui era gia' stato fatto l'abbinamento ed era avvenuto l'incontro con il minore. Si tratta di casi che si sono verificati prima dell'emanazione della legge del 2004 con la quale il governo romeno ha bloccato tutte le adozioni internazionali comprese quelle in corso di definizione.


Lo stato messicano del Quintana Roo sta elaborando una legge di modifica del codice civile per rendere piu' rapide le adozioni. LA legge si propone di eliminare molti passaggi burocratici che rendono complicata l'adozione nazionale e internazionale, sopratutto per quanto riguarda l'accertamento dello stato di adottabilita' del minore. infatti a volte, questo accertamento puo' comportare anche sei mesi di tempo.


Un rapporto del ministero della famiglia dello stato africano del Benin afferma che ogni anno 40 mila minori fra i 6 e i 7 anni cadrebbero nel turpe traffico di bambini. La maggior parte resterebbero all'interno del paese ma un certo numero finiscono in Europa nel giro delle adozioni clandestine.  Il ministro ha richiesto l'intervento delle Nazioni Unite allo scopo di evitare che questa situazione continui e si aggravi ancor di piu'.


Le famiglie adottive bloccate dalla decisione del governo bielorusso di sospendere le adozioni internazionali hanno manifestato la loro protesta a Roma lo scorso primo marzo. Le famiglie chiedono che venga garantito il loro diritto a concludere l'adozione. In tal senso e' stata avviata una raccolta di firme che verra' inviata ai governi italiano e bielorusso ed alla comunita' europea.


 
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