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Si e'
concluso con il rientro nelle loro famiglie il traffico di minori
africani che aveva coinvolto una agenzia di adozioni francese. Grazie
all'intervento delle strutture dell'ONU e di alcune associazioni
umanitarie 81 bambini e 22 bambine sono stati restituiti alle loro
famiglie.
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Il governo
ucraino ha intrapreso un'azione incisiva per porre un rimedio al
problema dei minori che sono stati abbandonati dalle loro famiglie o che
vivono mendicando per le strade. Si tratta di un numero considerevole di
bambini che solo in minima parte riescono a trovare posto nei centri di
accoglienza. Per dare una risposta efficace al problema il governo
ucraino ha deciso di realizzare una banca dati dei minori in stato di
abbandono che diventera' operativa entro il prossimo mese di dicembre.
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Il
Dipartimento di Stato americano informa che l'ambasciata in Kazakhstan
sconsiglia di progettare una adozione nel paese in quanto l'attuale
normativa che regole le adozioni rende estremamente lungo e problematico
l'esame di nuove richieste di adozione internazionale. Inoltre la stessa
ambasciata informa che il governo sta preparando una revisione
dell'attuale legge per cui e' probabile che all'allungamento dei
tempi si aggiunga una sospensione delle procedure di adozione.
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Presso il
ministero delle politiche per la famiglia si e' tenuto il 14 marzo
scorso un incontro fra le autorita' italiane e quelle nepalesi.
L'incontro e' stato estremamente cordiale, anche se non sono stati
conseguiti risultati definitivi sulla moratoria per le adozioni in
quanto sia in Italia che nel Nepal dovra' essere eletto il nuovo
parlamento nel prossimo mese di aprile. Un minuzioso resoconto
dell'incontro e' fornito dalla CAI con un aggiornamento sul proprio
sito.
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Il CEA
Coordinamento che raggruppa numerosi enti autorizzati ha reso nota una
propria proposta per rendere piu' efficaci i procedimenti di adozione.
La proposta prevede il rafforzamento della CAI trasformandola in un
Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri e la previsione
di incontri periodici con gli enti autorizzati e le associazioni delle
famiglie. Detraibilita' al 100% delle spese sostenute dalla coppia per
la procedura adottiva con un limite massimo per i viaggi e soggiorno
all'estero. Nuovi criteri organizzativi e professionali per gli enti
autorizzati e nuovi strumenti di sostegno per favorire la riconversione
agli enti gia' iscritti all'albo. Favorire la costruzione di reti e
consorzi per una diffusione piu' capillare sul territorio nazionale.
Infine il CEA propone nuovi interventi per la cooperazione e nuove forme
di sostegno ai minori.
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Il Congo ha
deciso di sospendere il blocco delle adozioni proclamato dopo la
scoperta del traffico di bambini nel Ciad nel quale era coinvolta
un'agenzia francese. Cio' permettera' la ripresa delle vecchie pratiche
di adozione e la presentazione di nuove richieste.
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E' stata
pressentata al parlamento europeo una petizione firmata da 40 mila
famiglie per imporre alla Romania di concludere le adozioni nei casi in
cui era gia' stato fatto l'abbinamento ed era avvenuto l'incontro con il
minore. Si tratta di casi che si sono verificati prima dell'emanazione
della legge del 2004 con la quale il governo romeno ha bloccato tutte le
adozioni internazionali comprese quelle in corso di definizione.
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Lo stato
messicano del Quintana Roo sta elaborando una legge di modifica del
codice civile per rendere piu' rapide le adozioni. LA legge si propone
di eliminare molti passaggi burocratici che rendono complicata
l'adozione nazionale e internazionale, sopratutto per quanto riguarda
l'accertamento dello stato di adottabilita' del minore. infatti a volte,
questo accertamento puo' comportare anche sei mesi di tempo.
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Un rapporto
del ministero della famiglia dello stato africano del Benin afferma che
ogni anno 40 mila minori fra i 6 e i 7 anni cadrebbero nel turpe
traffico di bambini. La maggior parte resterebbero all'interno del paese
ma un certo numero finiscono in Europa nel giro delle adozioni
clandestine. Il ministro ha richiesto l'intervento delle Nazioni
Unite allo scopo di evitare che questa situazione continui e si aggravi
ancor di piu'.
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Le famiglie
adottive bloccate dalla decisione del governo bielorusso di sospendere
le adozioni internazionali hanno manifestato la loro protesta a Roma lo
scorso primo marzo. Le famiglie chiedono che venga garantito il loro
diritto a concludere l'adozione. In tal senso e' stata avviata una
raccolta di firme che verra' inviata ai governi italiano e bielorusso ed
alla comunita' europea.
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