L'adozione di un bambino relativamente grande
- Perché adottare un bambino relativamente grande?
Le caratteristiche dei bambini grandi nati all'estero
- Che cosa aspettarsi dopo l'adozione?
Le attitudini genitoriali augurabili.
La maggioranza delle persone che intendono adottare un bambino sogna un bambino piccolo. Tuttavia che sia per scelta o a causa delle circostanze, l'adozione di bambini relativamente grande è piuttosto frequente.
L'età di
tre anni è considerata dagli specialisti come un'età
cerniera nello sviluppo socio-affettivo del bambino e l'adozione di questi
bambini costituisce una grande sfida per i genitori adottivi e la loro famiglia.
Perché adottare un bambino già grande?
Bisogna
sapere che l'adozione di bambini relativamente grandi differisce secondo il
paese di origine. Mentre il 75% dei bambini che
vengono dall'Asia dell'est hanno meno di un anno, la maggioranza (il 60%, dei
bambini di tre anni provengono più dalle Antille, che
dall'America latina e dall'Europa (Romania, Russia). La proporzione delle
adozioni tardive aumenta, in genere, con l'età degli adottanti.
Secondo
uno studio condotto su una quarantina di famiglie che avevano
realizzato un'adozione tardiva, gli adottanti si orientano verso
questa possibilità per diverse ragioni:
hanno
già uno o parecchi bambini, adottati o biologici, e vogliono aggiungere un
altro bambino alla loro famiglia senza rivivere l'esperienza "di avere un
bambino";
spesso,
gli adottanti hanno progettato prima l'adozione di un bambino più piccolo ma
hanno cambiato parere durante la strada sperando di accelerare il processo.
Pensano, a torto o a ragione, che i bambini piccoli sono più rari
mentre i bambini più grandi, meno ricercati, sono più facili da
adottare. Alcuni adottano dei fratelli per le stesse ragioni;
altri
adottanti si fanno proporre semplicemente un bambino relativamente grande,
mentre non ci avevano pensato, ed essi non osano dire no a questo bambino
abbandonato;
certi
adottanti scelgono deliberatamente dei bambini che "nessuno vuole",
che siano già grandi o handicappati;
altri
genitori vogliono ridurre la differenza di età tra loro ed i bambini o ancora
tra i bambini adottati ed i loro bambini;
o più
terra -terra, gli adottanti sognano un bambino da "tenere per la
mano";
altri
vogliono ancora che il bambino stia attaccato meno di un neonato, per esempio
perché desiderano tornare dopo breve tempo al lavoro.
Qualunque siano le motivazioni dei genitori adottivi, l'adozione di un
bambino relativamente grande non è "meno complessa" di quella di un
bambino piccolo, al contrario. Certamente, non è necessario verificare la
temperatura del biberon, ma bisogna comporre con un piccolo essere che può
mostrarsi passabilmente più complicato.
Questo è
tanto più vero se gli adottanti non sono molto preparati a ciò che li aspetta.
Nello stato febbrile della preparazione del progetto di adozione
la messa in guardia dei servizi sociali o di altri genitori possono colare come
la pioggia sulla schiena di un'anatra. Tuttavia, le difficoltà di accogliere un
bambino relativamente grande è molto reale. Vediamo
perché.
Le
caratteristiche dei bambini grandi nati all'estero.
I
bambini relativamente grandi disponibili all'adozione internazionale presentano
semplicemente delle caratteristiche particolari per il fatto che hanno vissuto
molto tempo nel loro paese di origine. Hanno già una
conoscenza della loro lingua. Hanno formato più o
meno dei legami affettivi con gli adulti. Hanno conosciuto circostanze
difficili e non hanno avuto forse le cure richieste per soddisfare i loro
bisogni fisici e mentali.
Non vogliamo
annerire esageratamente il "ritratto" di questi bambini: molti tra essi riusciranno a superare le loro carenze grazie agli
sforzi dei loro genitori adottivi e dell’ambiente (scuole, specialisti,
eccetera). Ma, se pensate ad adottare dovete essere
coscienti della realtà e della sfida che ciò pone per voi. In ogni modo, i
professionisti che fanno la valutazione psicosociale non mancano di interrogarvi su questo argomento, di esporvi
i rischi del vostro progetto di adozione di un bambino più grande.
Alcuni
problemi: il
bambino può essere adottato abbastanza velocemente senza vera preparazione a
ciò che l'aspetta;
ha
potuto essere vittima di negligenza, di abusi fisici e/o sessuali;
sono
spesso generati da famiglia monoparentale (madre), possono essere stati abbandonati nei luoghi pubblici o
affidati all'orfanotrofio senza schede sociali o mediche. Hanno potuto
conoscere già parecchie separazioni e dei trasferimenti di casa o di orfanotrofio;
questi
bambini presentano spesso un'insicurezza affettiva più o meno grande, una
sindrome dell'abbandono, una difficoltà a vivere le separazioni e/o provano
diffidenza e difficoltà ad affezionarsi agli adulti;
nell'adottante,
questi bambini vivono una rottura culturale, un cambiamento di clima, di cibo,
di lingua, di musica, di tratti fisici, di costumi, di abitudini di vita, ecc.;
possono
incontrare dei problemi di identificazione personale, vivere una "doppia-identità", etnia e
famiglia adottiva, ed un bisogno più intenso di tornare alle loro origini;
potranno
presentare delle agitazioni di comportamento: aggressività, mutismo, iperattività, regressione, rivolta, contestazioni
dell'autorità degli adulti;
eh sì,
l'elenco di certo non è rassicurante. È incredibile che, malgrado tutto ciò, questi bambini possano recuperare, con
l'appoggio indefettibile di genitori adottivi molto preparati. Ma preparati a che cosa esattamente?
Che cosa aspettarsi dopo
l'adozione?
I
bambini adottati a più di tre anni arrivano con un passato più
o meno difficile ma anche con le risorse personali. Con l'aiuto dei loro
genitori adottivi, e forse con un aiuto più specializzato dei servizi sociali e
medici, la maggior parte si acclimatano, recuperando
il loro ritardo e diventano dei bambini "normali." Purtroppo, capita
talvolta che questo non si realizzi. Sperando di contribuire al successo del
più gran numero possibile di adozioni, presentiamo, tenendo conto che tutti i casi sono unici,
alcune delle situazioni che ci si può aspettare nei casi di adozione tardiva:
spesso,
immediatamente dopo l'adozione, il bambino e la sua nuova famiglia conoscono un
periodo quasi idilliaco. Tutto nuovo, tutto bello, o quasi. Poi, c'è una fase di indietreggiamento o di recessione. Il bambino si abitua al
fatto che i suoi bisogni di prima necessità siano soddisfatti; realizza ….. che non rivedrà più, secondo il caso, la sua famiglia
biologica, i suoi amici di orfanotrofio, ecc. Non ha più riferimenti; non gli
resta pressappoco niente del suo ambiente di origine;
il
bambino mangia voracemente. Può avere dei gesti che i genitori
non comprendono, parla solo nella sua lingua. Non si associa ai suoi fratelli e
sorelle e non ha amici;
poi, può
passare da una fase di autonomia e di affermazione. Il bambino avrà delle collere, manifesterà la sua opposizione. Sono
segni tutto sommato positivi di adeguamento. Tenterà
forse di manipolare il suo ambiente per stabilire la sua personalità e provare
i limiti della capacità di accoglienza dei suoi nuovi
genitori;
il
bambino può rigettare anche i suoi nuovi genitori, rifiutare ogni manifestazione
di affetto, pure sentendosi colpevole di provare questi sentimenti. Prova una grande sofferenza di avere perso il suo passato, le sue
abitudini, il suo paese. Soffre di non essere addirittura stato generato nel
suo nuovo ambiente, di essere differente dagli altri
bambini. Il bambino adottato quando è già grande deve vivere allo
stesso tempo tutte queste difficoltà, d'un colpo;
il
bambino adottato di età scolastica potrà avere delle difficoltà di apprendimento,
dei deficit di attenzione, dell'iperattività, eccetera..
…………. Può provare dell'ansietà, dello stress, una paura dell'insuccesso e di un
altro abbandono;
durante
tutto questo tempo, il resto della famiglia è perturbato e richiede
dell'attenzione. Di più, gli altri membri della famiglia, nonni, zii, zie,
comprendono difficilmente ciò che accade. …………….;
molto
sostenuto, il bambino riuscirà ad acclimatarsi ma occorrerà molto tempo affinché
abbia una relazione "normale" coi suoi nuovi genitori. La mancanza di amore o di intesa reciproca sarà faticosa da vivere per i
genitori. Eventualmente, salvo nei casi estremi in cui il ritiro del bambino dalla
sua famiglia adottiva è la sola soluzione, di solito il rapporto si consolida col
tempo e il bambino svilupperà un legame affettivo duraturo coi
suoi genitori.
I genitori
adottivi possono chiedere l'aiuto di professionisti, ma,
salvo per gli aiuti relativi all'apprendimento scolastico lo fanno solamente
nei casi estremi, avendo esaurito tutte le loro risorse. Alla fine del conto, i genitori devono contare sulle proprie risorse
per aiutare il loro bambino ad integrarsi. Vediamo un pò quale
devono essere queste risorse.
Le attitudini parentali augurabili
Tutti i
genitori adottivi devono avere parecchie qualità per indovinare il loro
progetto di adozione, come per esempio la pazienza,
una grande capacità di amare, delle relazioni stabili col loro ambiente, avere elaborato
il lutto della loro sterilità, ecc. ecc. Tuttavia, per avere più
carte vincenti possibili nel loro gioco per affrontare le sfide indicate prima,
i genitori del bambino relativamente grande devono avere parecchie attitudini o
capacità addizionali.
Particolarmente,
essi, devono:
avere
una grande apertura culturale e conoscere il meglio possibile la cultura di
origine del loro bambino, tanto meglio quando questo è più grande;
essere
misurati nel percepire le influenze e le esperienze che conseguono dall'origine
del bambino ed indovinare i suoi problemi di acculturazione;
devono
sapere scoprire velocemente le carenze che il bambino ha potuto subire e sapere
scoprire i problemi di identità che il bambino presenta al suo arrivo o che
avrà crescendo; inoltre essi devono comprendere il loro ruolo nell'elaborazione di
questa identità;
essere
coscienti dei problemi possibili di integrazione scolastica e verificare presso
la scuola che il bambino potrà contare sulle risorse necessarie;
avere
una grande capacità di empatia riguardo ai sentimenti del bambino e la volontà
di aiutarlo nell'elaborazione coi suoi meccanismi di difesa e di adattamento di
fronte agli stereotipi sociali;
non avere
eccessive attese verso il bambino ma
piuttosto provare un'accettazione incondizionata per lui. Devono essere
particolarmente tolleranti, almeno capaci di
cambiare, di controllarsi senza essere, all’inizio, gratificati da una reazione
del bambino. I genitori adottivi non devono essere obnubilati dall'immagine sociale ma devono potere contare già su una situazione
familiare solida in se stessa;
essere
abbastanza bravi per accompagnare il bambino nella sua sofferenza, i suoi lutti,
accettare che sia insoddisfatto, avere una grande disponibilità in termini e di
tempo e di energia. Devono essere aperti all'incontro della famiglia biologica;
infine,
devono accettare o di consultare se necessario dei professionisti ed essere
determinati ad andare a cercare i servizi di cui il bambino e la famiglia hanno
bisogno.
Tratto dal documento lavoro: "Sintesi di letture per il comitato post-adozione" della Segreteria all'adozione internazionale, di Claire-Marie Gagnon, rappresentante delle associazioni di genitori, giugno 1997, 20 pagine.