L'adozione e l'islam

 

Note : Questo testo riguarda l'adozione e l'islam da fonti che trattano dei paesi del Magreb. Non abbiamo trovato informazioni su altri paesi di diritto coranico e la situazione può essere differente.

Quando iniziamo i nostri passi per trovare un bambino che vogliamo amare e educare, un bambino abbandonato o un orfano di un paese straniero, spesso gli stessi paesi ci vengono alla mente, la Cina, la Russia, Haiti, il Vietnam, la Colombia, ecc. ma i paesi islamici? Anche in questi paesi vi sono dei bambini che hanno bisogno di essere amati e curati.

 

Storia

L'adozione, all'epoca prato-islamica, si usava correntemente. La popolazione era raggruppata in differenti tribù dove il bambino portava il nome, seguito dal nome del padre e, per finire, del nome della tribù. Il bambino non era mai abbandonato  dai genitori.

Potevamo ritrovare anche il metodo del baratto, i genitori affidavano il loro bambino in cambio di beni materiali o di differenti servizi. Questo metodo è inaccettabile oggi, ma era praticato spesso a quell'epoca.

All'epoca dell'apparizione dell'islam, il Corano vietava la complementarità tra l'adozione e le filiazioni naturali. In parecchi versetti del Corano possiamo ritrovare tuttavia, la preoccupazione dei Credenti per gli orfani.

Interdizione all'adozione.

In certi paesi del Magreb, dei giureconsulti musulmani non fanno la distinzione tra l’adozione contrattuale che consiste nel mercanteggiamento, e l'adozione umanitaria che procura una famiglia ad un bambino che n’è privato. Hanno vietato semplicemente l'adozione poco importa la forma che prende.

Perché certi musulmani si oppongono? Per tre ragioni :

    - L'adozione lederebbe gli eredi legali;

    - E' ingiusto privare il bambino della sua filiazione naturale ed i genitori della loro discendenza;

    - L'adozione rischia di favorire l'incesto, per l'attribuzione del nome dell'adottante al bambino adottato.

Invece, il Corano riconosce la paternità a tre condizioni :

    - L'ascendenza del bambino deve essere sconosciuta;

    - La differenza d’età tra i genitori adottivi ed il bambino deve essere rilevante;

    - Quando il bambino raggiunge la maggiore età ed è capace di farlo, deve accettare la dichiarazione di filiazione.

In più, il Corano incita i Credenti ad aiutare gli orfani ed a rispettarli nei loro diritti. Perciò, i musulmani favorevoli all'adozione rispondono a queste obiezioni sostenendo :

Che l'islam sostiene dei principi evolutivi di progresso dunque, che il Corano vieta solamente l'adozione "contrattuale", come la Convenzione dell'Aia del resto, e che la domanda ipotetica dell'eredità non può fondare un atto profetico;

La filiazione deve essere rispettata se è conosciuta, ciò comporta che l'adozione non potrebbe essere plenaria come in Italia ma semplice, in altre parole senza tagliare il legame di filiazione biologica. Ma una filiazione di sostituzione in favore dei genitori adottanti deve essere accordata al bambino di cui i genitori biologici sono sconosciuti per favorire la sua integrazione sociale;

Che l'argomento dell’incesto è fallace poiché questo rischio non ha rapporto col nome del bambino e che al contrario la concordanza di nome impedisce il matrimonio in seno alla famiglia adottiva.

L'affiliazione di Convenzione ed il kafala

I paesi islamici che rappresentano più di un quinto della popolazione mondiale, hanno opposto alla ratifica della Convenzione Internazionale sui diritti del bambino delle riserve. Questa convenzione andava contro i loro principi etici e religiosi. Le disposizioni dell'articolo 14 della Convenzione, concernente la religione, versus gli articoli 20 e 21, in rapporto con l'adozione sono in contraddizione con i principi islamici.

Malgrado ciò, in accordo con la Convenzione, alcune legislazioni islamiche riconoscono i diritti dei bambini e la protezione che bisogna portare loro basandosi sul kafala. Il kafala, o raccolta legale, da' diritto non ad un legame di parentela, ma piuttosto alla presa incarica dell'educazione di un bambino orfano e all'obbligo di  non fargli mancare niente. La comprendiamo come una tutela legale del bambino.

La tutela è notarile, quando il bambino è affidato ai genitori vicini; la tutela, o kafala, è giudiziale, quando è reso un giudizio dopo inchiesta. Sul piano internazionale, il trasferimento di filiazione non sembra possibile nel caso dei paesi islamici.

Visione d’insieme dell'adozione in alcuni paesi di diritto islamico.

Nei paesi islamici, ritroviamo l'importanza dei diritti dei bambini, particolarmente badare alla loro protezione. Vediamo la situazione in certi paesi islamici, dove una forma d’adozione non è esclusa, ma comporta certe restrizioni.

 

TUNISIA

Dal 1958, la Tunisia accetta l'adozione, nelle sue leggi, a livello nazionale ma bisogna notare che il bambino deve essere affidato solamente ad una famiglia musulmana.

L'adozione all'estero è rifiutata, ma il bambino può essere posto in tutela ufficiosa che consiste nel dare la possibilità al bambino, quando diviene maggiorenne di scegliere di restare nella sua famiglia d’adozione o di tornare nel suo paese d’origine. Il diritto tunisino, preserva l'identità del bambino, per rispettare le sue origini. È l'approccio scelto dai tunisini per proteggere i bambini che vengono dalla loro patria, secondo il loro diritto e le loro credenze religiose.

 

ALGERIA

La situazione in questo paese è la seguente. Il bambino orfano è raccolto e collocato in un asilo nido previsto a questo scopo, il bambino è nell’attesa di un giudizio che serve a dare un kafala ad una famiglia. In seguito all'attribuzione del kafala, la famiglia può, se lo desidera, dare il suo nome al bambino. L'Algeria è il solo paese musulmano ad autorizzare la concordanza di nome. L'autorizzazione è stata accordata nel  1991 dopo numerosi anni di discussioni al Ministero degli Affari Religiosi, in collaborazione con gli Affari Sociali. Dal 1985 al 1994, mille bambini sono stati accolti secondo il kafala.

Il diritto di portare il nome della famiglia adottiva è stato considerato come molto importante nell'evoluzione del bambino nella sua famiglia adottiva.

Con l'applicazione del kafala, i genitori non hanno altra scelta che dire la verità al bambino, perché l'estratto di nascita indica "kefil e kefila", adottando ed adottato.

 

MAROCCO

Dal 1993, l'abbandono dei bambini è legalizzato. Sono raccolti in orfanotrofi che sono già pieni. Le autorità marocchine sono preoccupate per questo problema di straripamento. Per mancanza di personale, parecchi bambini perdono la vita dentro queste mura

L'adozione è frequente in questo paese, ma solamente agli stranieri musulmani secondo la raccolta legale che è il kafala.

In conclusione, grazie all'applicazione del kafala, migliaia di bambini si trovano in condizioni migliori di prima della sua apparizione. Dobbiamo riconoscere il valore positivo di questa raccolta legale che fa in modo che il diritto dei bambini è rispettato e mantenuto in questi paesi.

Certi paesi islamici si sono evoluti a differenti livelli, in ciò che riguarda l'adozione, ma il ritmo non è lo stesso in ciascuno di questi paesi, come abbiamo potuto constatare. Ciascuno ha la sua mentalità e ciascuno i suoi costumi.

In pratica, per gli stranieri, l'adozione in un paese di diritto coranico è difficile se non praticamente impossibile.

 

Autori: Annie Landry e Gilles Bretone

URL = http://www.quebecadoption.net/adoption/preadopt/islam.html